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ATTENZIONI DI FONDO e LINEE DI PASTORALE VOCAZIONALEnelle Chiese di Calabria
(approvate dalla Conferenza Episcopale Calabra in data 24-25 ottobre 1994)
Premessa: Per quanto riguarda la pastorale vocazionale le Chiese di Calabria potranno fare riferimento a queste “attenzioni di fondo” desunte dal documento della CEI “Vocazioni nella Chiesa Italiana. Piano pastorale per le vocazioni”(1985) e dall’esortazione apostolica di Giovanni Paolo II “Pastores dabo vobis” (1992).
Ogni Diocesi, tenendo presente la propria realtà ecclesiale, predisporrà piani e programmi, individuerà concreti interventi di animazione, susciterà e promuoverà opportune iniziative, perchè diventi concreta realtà quanto afferma il citato documento della CEI ai nn° 26 e 23: “La vocazione è dimensione essenziale e qualificante, che deve permeare tutta l’azione evangelizzatrice della Chiesa particolare, per cui la pastorale delle vocazioni non può e non deve essere un momento isolato o settoriale della pastorale globale”; “La pastorale vocazionale non è un ambito della pastorale della comunità cristiana bensì la prospettiva unificante di tutta la pastorale nativamente vocazionale”.
1. PREGHIERA E VOCAZIONI (CEI, “Vocazioni...”, n° 27; Pastores dabo Vobis 38)
La preghiera è valore primario ed essenziale per quanto riguarda la vocazione, è il cardine della pastorale vocazionale.
Ogni Chiesa particolare si impegna in una preghiera intensa perchè non manchino vocazioni di speciale consacrazione e crea occasioni e spazi di ascolto specialmente per i giovani. La vera preghiera è ascolto della Parola di Dio, che non solo crea l'uomo, ma gli rivela la verità del suo essere e l'identità del suo personale ed irripetibile progetto di vita. Perciò ogni membro della comunità deve essere educato ad una preghiera incessante, perchè il Signore riveli a ciascuno a quale vocazione è chiamato. “Nei tempi e nei luoghi dove è più grave la crisi delle vocazioni, questa preghiera si impone maggiormente. Ma in ogni tempo e in ogni luogo essa deve salire verso il cielo. In questo campo vi è, dunque, una responsabilità di tutta la Chiesa e di ogni cristiano”. (Giovanni Paolo II, 19-10.1994) Una preghiera permanente deve levarsi, inoltre, dalla Chiesa per la fedeltà di coloro che hanno già risposto alla chiamata del Signore. Espressione viva di questo "monastero invisibile" sono: - i gruppi di preghiera nelle parrocchie, nelle comunità, nelle famiglie; - la preghiera degli ammalati e degli anziani; - la cura crescente per la celebrazione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni affinchè divenga sempre più “un tempo di riflessione approfondita e di fervida preghiera per le vocazioni".
2. PARROCCHIA E VOCAZIONI (CEI, “Vocazioni...”, n° 26; PdV nn° 38-39-40-41)
La parrocchia, luogo privilegiato di annuncio vocazionale.
La vocazione e la missione della Chiesa particolare si esprimono soprattutto nella comunità parrocchiale. Essa è il luogo privilegiato di annuncio vocazionale e comunità mediatrice di chiamate attraverso ciò che ha di più originale e caratterizzante: la proclamazione della Parola, la celebrazione dei segni della salvezza, la testimonianza della carità e il servizio ministeriale.
L'annuncio vocazionale deve dunque innervare tutte le espressioni della sua vita... Nella pastorale ordinaria di una comunità parrocchiale, la dimensione vocazionale non è un "qualcosa in più da fare" ma è l'anima stessa di tutto il servizio di evangelizzazione che essa esprime.
Dice il papa: "La parrocchia è una grande famiglia nella quale tutti sono aiutati a considerare la vita cristiana come una vocazione, a cercare la personale vocazione divina e ad intraprendere la strada per realizzarla" e "una comunità ecclesiale da prova del suo vigore e della sua maturità con la fioritura delle vocazioni che riesce in essa ad affermarsi" (Giovanni Paolo II, 10.5.1981). Particolarmente intenso sarà l'impegno di tutta la parrocchia in occasione della giornata mondiale di preghiera per le vocazione e della giornata diocesana per il seminario. Ugualmente intensa e costante sarà l'attenzione della parrocchia alla preghiera per le vocazioni, cardine della pastorale vocazionale, valore primario ed essenziale in ciò che riguarda la vocazione. Nella certezza che la pastorale vocazionale aiuta la parrocchia ad essere più autenticamente se stessa... In ognuna di esse ci siano una o più persone con il ministero di "animatore vocazionale parrocchiale" perché aiutino fattivamente tutta la comunità, nelle sue varie articolazioni e nelle molteplici espressioni della sua vita, a tenere sempre presente e viva la dimensione vocazionale e siano di concreto raccordo tra la parrocchia e il Centro Diocesano Vocazioni.
3. CATECHESI E VOCAZIONE (CEI, “Vocazioni...”, n° 28; PdV n°39)
"La catechesi illumina le molteplici situazioni della vita, preparando ognuno a scoprire e a vivere la sua vocazione cristiana nel mondo".
Nell’esercizio della sua missione profetica la Chiesa sente incombente e irrinunciabile il compito di annunciare e testimoniare il senso cristiano della vocazione, “potremmo dire il Vangelo della vocazione”. La predicazione e la catechesi devono sempre manifestare la loro intrinseca dimensione vocazionale. "Una catechesi in chiave vocazionale, nel suo itinerario progressivo e unitario di crescita nella fede, deve guidare i credenti, specialmente le giovani generazioni, a considerare la vita cristiana come risposta alla chiamata di Dio, e iniziarli e accompagnarli ad accogliere il dono della vocazione personale". Gli adolescenti e i giovani devono essere considerati i destinatari privilegiati dell’animazione vocazionale. “Infatti la pastorale giovanile deve essere vocazionale: la pastorale giovanile diventa completa ed efficace quando si apre alla dimensione vocazionale” (CEI, “Vocazioni...” 43) Elemento qualificante del servizio dei catechisti è proprio aiutare i soggetti della catechesi a scoprire e vivere la propria vocazione personale alla vita, al dialogo con Dio, alla sequela di Cristo, alla comunione ecclesiale, alla varietà degli stati di vita e delle vocazioni particolari. E’ compito dei pastori e dei vari animatori sostenere i catechisti nel personale cammino di maturazione di fede e vocazionale ed aiutarli nel loro specifico servizio, in modo che tutta la catechesi risulti veramente vocazionale.
4. LITURGIA E VOCAZIONI (CEI, “Vocazioni...”, n° 29; PdV n° 38)
La liturgia è l’espressione più alta della preghiera della Chiesa che si apre al dono delle divine chiamate.
L’anno liturgico, segno della presenza del mistero di Cristo nel tempo, può diventare una scuola permanente per il cammino vocazionale. Si tratta di coglierne le grandi potenzialità vocazionali, presenti soprattutto nei “tempi forti”. Vanno valorizzate nella loro potenzialità vocazionale le festività mariane e le memorie dei santi. In tutte le celebrazioni dei Sacramenti può essere evidenziata la dinamica vocazionale: - Il Battesimo può essere l’occasione di una catechesi vocazionale ai genitori perchè aiutino un giorno il proprio figlio a prendere coscienza della sua vocazione cristiana... - Cresima e post-Cresima possono essere un “vero e proprio itinerario di fede vocazionale”... - L’ Eucaristia è il pane che accompagna ogni cristiano nel suo cammino di crescita; essa è “sorgente del sacerdozio ministeriale, fonte e culmine di tutta la vita cristiana” e in quanto tale riveste un’importanza decisiva per ogni cammino vocazionale... - Il sacramento della Riconciliazione favorisce quella continua conversione che diventa condizione indispensabile per la risposta ad una chiamata. La sua celebrazione in un clima di gioiosa fiducia può anche divenire l’occasione per il dialogo personale in vista di un discernimento... - Anche il sacramento dell’Unzione degli infermi ha la sua valenza vocazionale perchè, essendo un incontro con Cristo, aiuta l’uomo ammalato a vedere la malattia come occasione per un scoperta più autentica della propria vocazione e del senso della vita e ad offrire la sofferenza come sacrificio spirituale offerto al Signore padrone delle messi perchè mandi operai... - Il sacramento dell’Ordine è un momento di grazia cui spesso Dio lega l’invito a seguirlo nella via della donazione e occasione particolarmente stimolante per una riflessione sul ministero diaconale e sacerdotale... - Il Matrimonio assume oggi un’importanza particolare per l’educazione della famiglia a rispondere alla propria vocazione e a rispettare e a far maturare la vocazione dei figli... Accanto alle celebrazioni ufficiali della Chiesa assumono un valore importante anche le celebrazioni particolari: la citata “Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni”, il “mese, o le settimane vocazionali”, le liturgie del “mandato” ai catechisti e ai ministranti, le “adorazioni eucaristiche”, gli “incontri di preghiera”, le “veglie”, il “rosario” con accentuazioni vocazionali, ecc.
5- CARITA’ E VOCAZIONE (CEI, “Vocazioni...”, n° 30; PdV n° 40)
Costitutiva risonanza vocazionale del Vangelo della carità.
“Il Vangelo della carità permette anche di sottolineare alcune dimensioni essenziali della vita cristiana che è indispensabile proporre nell’educazione dei giovani alla fede: innanzitutto, la sua costitutiva risonanza vocazionale” (ETC 46) La Chiesa adempie la sua missione quando “guida ogni fedele a scoprire e a vivere la propria vocazione nella libertà e a portarla a compimento nella carità” L’educazione alla gratuità e al servizio per il Regno di Dio è terreno comune su cui possono fiorire tutte le molteplici vocazioni ecclesiali. Particolare attenzione merita l’esperienza del volontariato, un vero e proprio segno dei tempi, che si esprime in vari modi. Il volontariato può essere un itinerario di formazione in vista della vocazione definitiva e può condurre ad una scelta di vita consacrata nella misura in cui: è evangelicamente motivato e coltiva nella preghiera il senso dell’Assoluto; è educazione al discernimento dei bisogni; è verifica della capacità di dedizione e di fedeltà nella ferialità; è aperto ad un eventuale impegno definitivo nella vita consacrata.
6- RESPONSABILI DELLA PASTORALE VOCAZIONALE (CEI, “Vocazioni...”,nn° 9; 26)
Tutti corresponsabili nella pastorale vocazionale. La promozione delle vocazioni è compito essenziale dell’azione pastorale della Chiesa.
Nella Chiesa particolare, e quindi in ogni parrocchia, la pastorale vocazionale, l'impegno di mediazione tra Dio che chiama e coloro che sono chiamati, è necessario che divenga sempre più un fatto di Chiesa. Una pastorale vocazionale "unitaria" dice chiaramente che l'attenzione per ogni vocazione, comprese quelle di speciale consacrazione, deve diventare sempre più e meglio patrimonio di tutta la comunità cristiana. “In questo campo vi è dunque sempre una responsabilità di tutta la Chiesa e di ogni cristiano” (Giovanni Paolo II, 19.10.1994) “Finchè le comunità diocesane e parrocchiali, le famiglie, le associazioni, non sentiranno il problema vocazionale come proprio, sarà difficile una soluzione soddisfacente” (Pontif. Opera Voc. Eccl., 1992).
A) I VESCOVI (CEI, “Vocazioni...”, n° 31; PdV n° 41)
Il Vescovo è il primo responsabile delle vocazioni. E’ essenziale che ogni vescovo si adoperi affinchè la Chiesa particolare a lui affidata si qualifichi per una preghiera incessante per le vocazioni e per una presenza incisiva della dimensione vocazionale nella pastorale d’insieme. In particolare si adoperi per costituire in diocesi il Centro Diocesano Vocazioni, affidandolo ad un direttore che si distingua per zelo, saggezza e capacità umana, specialmente in rapporto alla gioventù, e sia messo in condizioni di operare unitariamente con gli altri uffici e organismi pastorali della diocesi. Il Vescovo utilizzerà ogni occasione per annunciare il valore e la necessità delle vocazioni al ministero ordinato e alle varie forme di vita consacrata, invitando tutti a rendersi disponibili alle chiamate del Signore.
B) I PRESBITERI (CEI, “Vocazioni...”, n° 32; PdV n° 41; PO nn° 6 - 11)
Spetta ai sacerdoti, nella loro qualità di educatori della fede, di curare che ciascuno dei fedeli sia condotto nello Spirito Santo a sviluppare la propria vocazione specifica. E’ questa una funzione che fa parte della stessa missione sacerdotale, in virtù della quale il presbitero partecipa alla sollecitudine per la Chiesa intera, affinchè nel popolo di Dio qui sulla terra non manchino mai gli operai. La vita stessa dei presbiteri, la loro dedizione incondizionata al gregge di Dio, la loro testimonianza di amorevole servizio al Signore e alla sua Chiesa, la loro concordia fraterna e il loro zelo per l’evangelizzazione del mondo sono il primo e il più persuasivo fattore di fecondità vocazionale. Il presbitero parroco, in particolare, guiderà la pastorale ordinaria della comunità in maniera che la dimensione vocazionale sia sempre presente e sia ritenuta essenziale. La responsabilità' dei presbiteri si estende in modo tutto particolare nell'orientamento vocazionale, nella direzione spirituale, nella proposta e nell'aiuto ai giovani che manifestano attitudini per il ministero ordinato e la vita consacrata.
C) RELIGIOSI, RELIGIOSE E PERSONE CONSACRATE (CEI, “Vocazioni...”, n° 34)
Il primo contributo che religiosi e religiose offrono alla comunità credente deriva dal loro essere "religiosi"... la loro presenza e' segno di una "chiamata-risposta" ad una esistenza radicalmente evangelica. “La testimonianza degli stessi consacrati esercita una efficace e salutare attrattiva... In particolare, le comunità religiose non possono attirare giovani se non con una testimonianza collettiva di autentica consacrazione, vissuta nella gioia della personale donazione a Cristo ed ai fratelli” (Giovanni Paolo II, 19.10.1994) “Gli Istituti Religiosi, mentre cooperano con la comunità diocesana a servizio di tutte le vocazioni, hanno pure il diritto e dovere di far conoscere i loro carismi e promuovere le loro vocazioni. La Chiesa particolare sarà vicina ad essi e offrirà preghiere a aiuto fraterno in modo che nessun istituto si senta trascurato” (Cura pastorale delle vocazioni nelle Chiese particolari, n° 34) Nella Chiesa particolare il Vescovo, primo responsabile delle vocazioni, si attende dai religiosi e dalle religiose la scelta profetica di mettersi a servizio con persone e mezzi della pastorale vocazionale unitaria al fine di favorire opportunamente le vocazioni locali, sia per il sacerdozio sia per la vita consacrata. Consapevoli che “nel ministero delle vocazioni nessuno può isolarsi e lavorare solo per la sua istituzione”, sarà necessario che i religiosi/e condividano la programmazione unitaria diocesana e si rendano disponibili, secondo il carisma del proprio Istituto, nei servizi di animazione vocazionale.
D) LA FAMIGLIA (CEI, “Vocazioni...”, n° 38; PdV n° 41)
La famiglia nella comunita' cristiana e' una vocazione particolare ed e' il luogo di crescita vocazionale. Nella misura in cui cresce la coscienza vocazionale della comunita' famigliare, diventa anche fecondo il clima di fede per lo sbocciare di nuovi germi di vocazioni. I figli, mediante l’educazione, devono venire formati in modo che giunti alla loro maturità possano seguire con pieno senso di responsabilità la loro vocazione. Qualora il Signore volesse chiamare alla vita consacrata uno o più figli, i genitori saranno coerenti con la scelta cristiana manifestando gioia, serenità, impegno di aiuto, prudenza e generosità. "Se animate di spirito di fede, di carita' e di pieta', le famiglie costituiscono come il primo seminario" ( Optatam totius, 2).
E) AGGREGAZIONI ECCLESIALI (CEI, “Vocazioni...”, n° 39; PdV n° 41)
Queste realta' ecclesiali possono essere " veri e propri luoghi di crescita vocazionale" purche' presentino "una forte capacita' di educazione alla preghiera, all'ascolto metodico della Parola di Dio, ad una profonda esperienza sacramentale, al servizio, unitamente ad una chiara fede nella Chiesa, un'abituale apertura missionaria ai bisogni della comunita' e del mondo, ed una cosciente appartenenza alla comunità parrocchiale e diocesana" Movimenti, gruppi, associazioni, comunita' ecclesiali di base mentre costituiscono a livello parrocchiale e diocesano significativi itinerari di fede, devono qualificarsi sempre meglio come itinerari di vocazione.
7- L’IMPEGNO DELLA CHIESA E L’OPERA DI DIO
Non si farà mai abbastanza nella pastorale delle vocazioni.
“Ogni vocazione deve svilupparsi e crescere: il che generalmente non avviene se non si assicurano condizioni favorevoli a questo sviluppo e a questa crescita. A ciò mirano le istituzioni per le vocazioni e le varie iniziative promosse: riunioni, ritiri, gruppi di preghiera, ecc. Non si farà mai abbastanza nella pastorale delle vocazioni, anche se ogni iniziativa umana dovrà sempre muoversi sulla base della convinzione che, in definitiva, è la sovranità divina a decidere della chiamata di ciascuno” (Giovanni Paolo II, 19.10.1994)
Il Centro Diocesano Vocazioni
In una comunità a servizio di tutte le vocazioni si colloca il servizio del Centro Diocesano Vocazioni, organismo di comunione e strumento a servizio della pastorale vocazionale nella Chiesa locale. Il Centro Diocesano Vocazioni testimonia e anima l’unità di tutte le vocazioni, dagli sposi ai consacrati, e tutte le rappresenta. Esso promuove itinerari vocazionali specifici e coordina le iniziative di pastorale vocazionale esistenti nella Chiesa particolare; Forma gli animatori vocazionali e ha cura che nel popolo di Dio si diffonda una cultura vocazionale; Partecipa all’elaborazione del progetto pastorale diocesano e collabora in particolare con la pastorale familiare e con quella giovanile.
(da: “Vocazioni al ministero ordinato e alla vita consacrata nella prassi pastorale della Chiesa” CEI, dicembre '99)
Indicazioni e proposte 2006 per la composizione dei CDV nelle singole diocesi Nei CDV siano rappresentate tutte le espressioni vocazionali presenti in diocesi. Siano rappresentati gli uffici pastorali diocesani (almeno: Pastorale familiare – Pastorale giovanile – Uff. catechistico – Uff. missionario – Consulta dei Laici - …) per significare e tenere desta la trasversalità della dimensione vocazionale. Possibilmente il Direttore del CDV non coincida con il Rettore del Seminario per meglio significare e mostrare una pastorale vocazionale unitaria: tutta la Chiesa per tutte le vocazioni… Dove ci sia la necessità o l’opportunità di ricorre al personale direttivo del Seminario sia indicato il vice rettore come direttore del CDV Ogni CDV persegua i seguenti obiettivi (comunque non esclusivi) 1- Esprimere l’impegno unitario di tutta la Chiesa locale per tutte le vocazioni.2- Curare la mentalizzazione capillare della trasversalità della dimensione vocazionale, perché “Ogni persona è vocazione” e “La pastorale vocazionale non è un ambito della pastorale della comunità cristiana bensì la prospettiva unificante di tutta la pastorale, nativamente vocazionale”3- Annunciare e proporre tutte le vocazioni.4- Elaborare iniziative e strumenti per aiutare le persone interessate (soprattutto i giovani) nel cammino di ricerca vocazionale e di crescita umana e spirituale.5- Indirizzare ad iniziative ed esperienze promosse dal Seminario o da Istituti Religiosi e Secolari o da altre forme di vita consacrata quelle persone che nel loro cammino di ricerca e crescita mostrano particolare interesse ed orientamento alle vocazioni di speciale consacrazione perché possano proseguire in un più appropriato e mirato cammino di discernimento.
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