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CRV CALABRIA - Momenti di una
Giornata Vocazionale Regionale - Oppido M.- foto SEA |
“La pastorale vocazionale
non
è un ambito della pastorale
della comunità cristiana
bensì la prospettiva unificante
di tutta la pastorale
nativamente vocazionale"
“E’
quanto mai urgente,
oggi soprattutto,
che si diffonda e si radichi la
convinzione
che tutti i membri della Chiesa, nessuno escluso,
hanno la
grazia e la responsabilità
della cura delle vocazioni”.
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DOCUMENTO
C E
I |
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15 Maggio 2011 - IVa
Domenica di Pasqua
XLVIII
GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI
IL MESSAGGIO DEL PAPA
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Dal Messaggio GMPV 2011:
“Proporre le vocazioni nella Chiesa locale”
"...Occorre che ogni Chiesa locale si renda
sempre più sensibile e attenta alla pastorale vocazionale,
educando ai vari livelli, familiare, parrocchiale, associativo,
soprattutto i ragazzi, le ragazze e i giovani - come Gesù fece
con i discepoli – a maturare una genuina e affettuosa amicizia
con il Signore, coltivata nella preghiera personale e liturgica;
ad imparare l’ascolto attento e fruttuoso della Parola di Dio,
mediante una crescente familiarità con le Sacre Scritture; a
comprendere che entrare nella volontà di Dio non annienta e non
distrugge la persona, ma permette di scoprire e seguire la
verità più profonda su se stessi; a vivere la gratuità e la
fraternità nei rapporti con gli altri, perché è solo aprendosi
all’amore di Dio che si trova la vera gioia e la piena
realizzazione delle proprie aspirazioni.
“Proporre le vocazioni nella Chiesa locale”,
significa avere il coraggio di indicare, attraverso una
pastorale vocazionale attenta e adeguata, questa via impegnativa
della sequela di Cristo, che, in quanto ricca di senso, è capace
di coinvolgere tutta la vita.
Mi rivolgo particolarmente a voi, cari Confratelli
nell’Episcopato... Abbiate cura nella scelta degli operatori per
il Centro Diocesano Vocazioni, strumento prezioso di promozione
e organizzazione della pastorale vocazionale e della preghiera
che la sostiene e ne garantisce l’efficacia...."
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MESSAGGI DEL PAPA PER LE
PRECEDENTI GIORNATE MONDIALI DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI
LETTERA DEL PAPA AI SEMINARISTI 18 ottobre 2010
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Comunicazioni dal Centro Nazionale Vocazioni - CNV -
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2
febbraio 2012 |
Messaggio della
Commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata
per la 16a Giornata Mondiale della
vita consacrata - 2 febbraio 2012 |
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Sabato 22 ottobre 2011 |
CIIS - 7° CONVEGNO REGIONALE -
Sabato
22 Ottobre 2011 – Sala Convegni Parrocchia S. Maria La Nova - VIBO
VALENTIA |
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Domenica 25 settembre 2011 |
A Cosenza due nuove
consacrazioni nell'Ordo Virginum. Domenica 25 settembre 2011, Angela e
Barbara... |
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2 Giugno 2011
a Lamezia T.
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MEETING REGIONALE DELLA VITA CONSACRATA IN CALABRIA
"I CONSACRATI IN CALABRIA
DI FRONTE ALLA SFIDA EDUCATIVA"
BROCHURE esterno -
BROCHURE interno
RELAZIONI, MESSAGGI,
LABORATORI, FOTO... NELLE
Pagine della
Vita Consacrata in
Calabria
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I N I Z I A T I V E
Pastorale Vocazionale in Calabria
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S U S S I D I E A R
G O M E N T I I N T E R E S S A N T I
D O C U M E N T I E
C C L E S I A L I
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Il servizio della pastorale
vocazionale
INDICARE INNANZITUTTO LA
MISURA ALTA DELLA VITA CRISTIANA
(Dal
"Vademecum" per i Direttori dei CDV)
La pastorale
delle vocazioni... prima ancora di puntare alla vita consacrata o al
ministero ordinato, deve indicare ai giovani che a nulla varrebbe
scegliere quelle forme di vita cristiana se in primo luogo non si sia
scelta la "misura alta" della vita cristiana.
L’universale chiamata alla santità è
il presupposto imprescindibile di qualsiasi discorso sulle vocazioni.
Viene in rilievo qui l’importanza,
anzi la priorità, da assegnare alla formazione umana delle persone che
si accingono ad un discernimento in vista di una scelta di vita
consacrata o nel ministero ordinato.
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PASSI DA COMPIERE NELLE
DIOCESI
(Dal
"Vademecum" per i Direttori dei CDV)
Sembra che i passi vadano mossi in tre direzioni complementari:
-
l'animazione vocazionale,
-
la
proposta di iniziative di spiritualità specifica,
-
l'accompagnamento vocazionale.
1) L'animazione
vocazionale delle comunità cristiane si propone come un servizio
all'interno del cammino ordinario della comunità. Essa serve la comunità
cristiana perché non perda mai di vista questa dimensione e questa
responsabilità.
Per raggiungere tale obiettivo
il CDV proporrà tutte le iniziative che le comunità saranno in grado di
accogliere e di gestire all'interno della programmazione pastorale.
Iniziative destinate a veicolare l'annuncio e la proposta attraverso
incontri di preghiera e di riflessione; settimane vocazionali; campi
scuola o campi vocazionali; giornate di ritiro ecc.
In questo lavoro il direttore e
il CDV si regolano secondo le specifiche finalità e i criteri operativi
degli Uffici della Diocesi: sostengono, propongono, animano. Diventa
decisivo l'insieme dei rapporti con gli organismi diocesani, i parroci,
i vicari foranei, le associazioni. Si è potuto notare che laddove il
direttore del CDV è ben raccordato agli altri uffici diocesani, ai
vicari foranei e ai parroci maturano le condizioni per una vasta opera
di sensibilizzazione che non manca e non mancherà di portare i suoi
frutti. Se ci si limita a qualche sporadica lettera tutto ristagna e non
decolla.
Emerge con forza e con buone
prospettive la figura dell'animatore vocazionale parrocchiale. In molte
diocesi si sono fatti significativi passi in avanti nell'identificare e
nel formare laici, coppie di sposi, religiose, pienamente inseriti nella
vita della loro comunità parrocchiale, che si assumono il compito di
tenere costantemente desta l'attenzione, di accompagnare il servizio
centrale del parroco, di tenere i rapporti tra CDV e parrocchia,
indispensabili per far arrivare proposte e sussidi.
Ciò vale anche per le comunità
religiose e per le aggregazioni laicali dove la figura dell'animatore
vocazionale consente al CDV una presenza attiva ed efficace nella
capillarità della chiesa locale.
2) La spiritualità
vocazionale è essenzialmente una proposta ai giovani in ricerca.
Detto della spiritualità in genere è importante che il CDV studi,
programmi e proponga momenti forti di spiritualità specifica ai ragazzi
e ai giovani della diocesi che, cammin facendo, si pongono più
chiaramente l'interrogativo vocazionale. I livelli naturalmente sono
diversi: ragazzi che si pongono larvatamente l'interrogativo, ne hanno
parlato col parroco o col catechista e chiedono momenti specifici per
comprendere, approfondire, dialogare; giovani che hanno più chiara la
percezione e che domandano un aiuto per incamminarsi spediti verso la
decisione; giovani e ragazze che hanno in cuor loro già deciso ma che
domandano un momento di discernimento prima di approdare agli itinerari
propri della formazione.
Attraverso l'opera del CDV la
Chiesa si dimostra davvero, in questa fase, terreno fecondo di
maturazione e madre dei figli di Dio. Ci sono splendide esperienze in
proposito che mettono in discussione la modalità operativa stessa dei
CDV: reclamano, infatti, che il CDV sia una vera esperienza di comunione
fra tutte le categorie vocazionali; che abbia rapporti preziosi con i
monasteri di vita contemplativa; che riservi durante l'anno più d'una
giornata a questo scopo.
3) L'accompagnamento
vocazionale si colloca in questo contesto ed è per lo più aiuto per
il discernimento e per la decisione. Normalmente reclama una solida
esperienza di direzione spirituale personale che non di rado coinvolge
direttore e membri del CDV e sempre ha bisogno di un cammino
comunitario: per gruppi o comunità vocazionali, che si costruiscono
precisamente per questo, è un aspetto sempre più importante e, per molti
giovani, decisivo. Molte esperienze confermano che la decisione
vocazionale passa proprio all'interno e con l'aiuto di questi momenti
specifici.
E' infatti sempre più delicata
la fase che il giovane vive tra percezione e decisione e richiede di un
grande ed oculato aiuto da parte dei CDV. Normalmente tali giovani,
quando il CDV è conosciuto in diocesi per le sue attività normali, si
presentano da sé.
E’ tuttavia importante che
parroci e laici, religiosi e sacerdoti, animatori vocazionali ed
educatori in genere possano indirizzare, con fiducia e sicurezza, i
giovani che si pongono in tale prospettiva, al direttore del CDV. Anche
questa prospettiva costringe il Centro a costituirsi in maniera tale da
avere tutta la disponibilità e capacità necessaria per far fronte a
questa crescente domanda di accompagnamento vocazionale.
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CONSACRATI/E E SERVIZIO
ALLE VOCAZIONI
(Da "Ripartire da Cristo" n° 16)
"... Il consacrato è, per sua natura, anche animatore vocazionale;
chi è chiamato, infatti, non può non divenire chiamante...
Il
servizio alle vocazioni è una delle ulteriori nuove e più impegnative
sfide che la vita consacrata si trova oggi ad affrontare...
«La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate il Padrone della
messe perché mandi operai nella sua messe» (Mt 9, 37-38;
Lc 10, 2). Il primo impegno della pastorale vocazionale resta
sempre la preghiera...
Tutti i
fedeli, e soprattutto i giovani, vanno coinvolti in questa
manifestazione di fede in Dio che solo può chiamare e
inviare i suoi
operai. L'intera Chiesa locale, vescovi, presbiteri, laici, persone
consacrate, è chiamata ad assumere la responsabilità di fronte alle
vocazioni di particolare consacrazione.
La via
maestra della promozione vocazionale alla vita consacrata è quella che
il Signore stesso ha iniziato, quando ha detto agli apostoli Giovanni ed
Andrea: « Venite e vedrete» (Gv 1, 39). Questo incontro,
accompagnato dalla condivisione della vita, chiede alle persone
consacrate di vivere profondamente la loro consacrazione per diventare
un segno visibile della gioia che Dio dona a chi ascolta la sua
chiamata.
Di qui la necessità di comunità accoglienti e capaci di
condividere il loro ideale di vita con i giovani, lasciandosi
interpellare dalle esigenze di autenticità, pronte a camminare con loro.
Ambiente
privilegiato per questo annuncio vocazionale è la Chiesa locale. Qui
tutti i ministeri e i carismi esprimono la loro reciprocità e
realizzano insieme la comunione nell'unico Spirito di Cristo e la
molteplicità delle sue manifestazioni..."
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Dal documento
CEI: "Educare alla vita buona del Vangelo"
(4 ottobre 2010) |
dal Discorso di Sua
Santità Benedetto XVI alla 61 a
Assemblea Generale della Conferenza
Episcopale Italiana, 27 maggio 2010 |
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23.
L’accoglienza del dono dello Spirito porta
ad abbracciare tutta la vita come vocazione.
Nel nostro tempo, è facile
all’uomo ritenersi l’unico artefice del proprio destino e
pertanto concepirsi «senza vocazione».
Per questo è importante
che nelle nostre comunità ciascuno impari a riconoscere la
vita come dono di Dio e ad accoglierla secondo il suo
disegno d’amore.
Come ha affermato il
Concilio Vaticano II, Gesù Cristo, manifestandoci il mistero del
Padre e del suo amore, ha rivelato anche l’uomo a se stesso,
rendendogli nota la sua altissima vocazione ,
che è essenzialmente chiamata alla
santità, ossia alla perfezione dell’amore.
La nostra azione educativa
deve «riproporre a tutti con convinzione questa ‘misura
alta’ della vita cristiana ordinaria: tutta la vita
della comunità ecclesiale e delle famiglie cristiane deve
portare in questa direzione».
La Chiesa attinge alla sua
grande tradizione spirituale, proponendo ai fedeli cammini di
santità, con un’adeguata direzione spirituale, necessaria al
discernimento della chiamata. |
37. Ogni famiglia è soggetto di
educazione e di testimonianza umana e cristiana e come tale va
valorizzata, all’interno della capacità di generare alla fede
propria della Chiesa. A essa sacerdoti, catechisti e animatori
devono riferirsi, per una stretta collaborazione e in spirito di
servizio.
L’impegno della comunità, in particolare
nell’itinerario dell’iniziazione cristiana, è fondamentale per
offrire alle famiglie il necessario supporto.
Spetta ai genitori, insieme agli altri
educatori, promuovere il cammino vocazionale dei figli,
anche attraverso esperienze condivise, nelle quali i ragazzi
possano affrontare i temi della crescita fisica, affettiva,
relazionale per una positiva educazione all’amore casto e
responsabile.
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Cari
Fratelli, vi incoraggio a percorrere senza esitazioni la strada
dell’impegno educativo. Lo Spirito Santo vi aiuti a non perdere
mai la fiducia nei giovani, vi spinga ad andare loro incontro,
vi porti a frequentarne gli ambienti di vita, compreso quello
costituito dalle nuove tecnologie di comunicazione, che ormai
permeano la cultura in ogni sua espressione. Non si tratta di
adeguare il Vangelo al mondo, ma di attingere dal Vangelo quella
perenne novità, che consente in ogni tempo di trovare le forme
adatte per annunciare la Parola che non passa, fecondando e
servendo l’umana esistenza. Torniamo, dunque, a proporre ai
giovani la misura alta e trascendente della vita, intesa come
vocazione: chiamati alla vita consacrata, al sacerdozio, al
matrimonio, sappiano rispondere con generosità all’appello del
Signore, perché solo così potranno cogliere ciò che è essenziale
per ciascuno. La frontiera educativa costituisce il luogo per
un’ampia convergenza di intenti: la formazione delle nuove
generazioni non può, infatti, che stare a cuore a tutti gli
uomini di buona volontà, interpellando la capacità della società
intera di assicurare riferimenti affidabili per lo sviluppo
armonico delle persone.
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